Tim Burton: filmografia e carriera di un talento visionario, poetico, dark


Tim Burton è una miscela unica nel panorama hollywoodiano di regista, animatore, sceneggiatore, disegnatore e produttore. Ambientazioni gotiche e dark per personaggi stravaganti e malinconici, mostruosi ed emarginati, poetici e soli. Talento tanto potente nella costruzione di mondi e scenografie fiabesche quanto nella descrizione dell'animo umano. Molto profilico in questi anni, dopo il successo al botteghino di "Alice in Wonderland" (per me tra le pellicole meno riuscite del regista) sono in arrivo "Dark Shadows" (storia di vampiri con l'onnipresente Jhonny Deep), "Frankenweenie" (ispirata a Frankenstein e per protagonista un cane) e, in preparazione, "Mai The Psychic Girl", "Monsterpocalypse" e "The Addams Family".


Tim Burton con Jhonny Deep, il suo attore preferito


Dove nasce e cresce
Timothy William Burton, questo il suo vero nome, nasce nel 1958 in una piccola cittadina, Burbank, della California. A soli dodici anni lascia i genitori per andare a vivere con la nonna e a soli sedici va a vivere da solo. L'infanzia la passa tra horror, cartoni animati e, naturalmente, la passione per il disegno che lo porta a vincere un concorso indetto dall'azienda dello smaltimento rifiuti di Burbank per la realizzazione di cartelloni pubblicitari dell'azienda. Ha 18 anni quando vince una borsa di studio messa in palio dalla Disney e nel 1979 diventa ufficialmente uno degli animatori Disney

I cortometraggi prodotti dalla Disney
Il primo cortometraggio è "Vincent" in bianco e nero e con la tecnica stop motion che tutt'ora predilige (fotografare un fotogramma per volta di piccolissimi movimenti compiuti da modellini in modo da dare l'illusione del movimento). Il corto, l'unica opera di Burton di cui egli abbia scritto interamente la sceneggiatura, narra la storia di un ragazzino che fantastica su avventure horror e sul suo mito, Vincent Price che, inoltre, è colui che presta la voce narrante (e unica) al corto. Dopo altri lavori molto amati dalla critica, meno dalla casa di produzione, gira "Frankenweenie" ispirato al mito di Frankstein e con protagonista un cane. Questo film, vietato ai minori di 14 anni e censurato, segna il divorzio con la Disney.

I primi lungometraggi
Dopo aver lasciato la Disney incontra Paul Rebens (star televisiva dei bambini con il suo personaggio Pee-Wee Herman) che gli propone di girare il lungometraggio, per lui il primo in assoluto, sulle avventure del suo personaggio "Pee-Wee's Big Adventure"(1985). Subito è successo e, dopo aver rifiutato di girare "La Mosca", arriva un suo progetto molto originale "Beetlejuice - Spirito porcello" (1988) con Michael Keaton e Jeffrey Jones (spesso presenti nei suoi lavori) e Alec Baldwin, Geena Davis e una giovanissima Winona Ryder.


"Batman" (1989)


Arriva il successo e la fama internazionale
"Batman" è del 1989 e lo vede scontrarsi con i produttori della Warner nella scelta del protagonisa. Tim Burton vuole assolutamente Michael Keaton, che non ha esperienza in film d'azione nè il fisico per il ruolo. Alla fine la spunta lui grazie all'appoggio dei collaboratori e di Jack Nicholson che interpreta il malefico Joker. Accetta di girare anche il sequel, "Batman, il ritorno" (1992) ottenendo garanzie di libertà assoluta dalla Warner e dove Danny DeVito sarà Pinguino e Michelle Pfeiffer Catwoman.


"Edward mani di forbice" (1990)


"Edward mani di forbice" (1990)
Tra i due Batman gira il film a cui tutti ancora oggi lo associano e di cui ha firmato il soggetto (recupera vecchi bozzetti dal lontano Liceo). Fonda una sua casa di produzione, Tim Burton Productions, richiama Winona Ryder e scopre il giovanissimo attore con cui poi ha girato ben sette film: Jhonny Deep. Sarà anche l'ultimo film per Vincent Price (che interpreta lo scienziato che fabbrica Edward), l'attore che ha amato da quando era ragazzino. Con questa pellicola prende di mira la borghesia americana e sviluppa la sua poetica di strani personaggi pieni di malinconia e solitudine.


"Tim Burton's The Nightmare Before Christmas" (1993)


"Tim Burton's The Nightmare Before Christmas" (1993)
Scritto e disegnato ai tempi di quando lavorava per la Disney. Diretto da Henry Selick e musiche del suo amico e sempre presente Danny Elfman. Raggiunge con questa pellicola, secondo me, la sua maturità artistica nell'animazione.


"Ed Wood" (1994)


"Ed Wood" (1994)
Per chi non lo conoscesse (sono in tanti) Ed Wood era un regista che tra gli anni '40 e '50 si autoproduceva i film con pochissimi mezzi e tutti di infima qualità. Riesce a svoltare quando conosce uno dei maggiori esponenti dell'horror di quel periodo, Bela Lugosi, diventadogli amico. Tim Burton fa un'omaggio a quello che veniva considerato uno dei peggiori registi di tutti i tempi.


"Mars Attacks!" (1996)


"Mars Attacks!" (1996)
Arrivano i dischi volanti dei marziani e un'anziana nonna scopre che l'arma contro gli invasori sono melodie country ad alto volume. Assolutamente irriverente, cinico, caustico, smonta miti e prende in giro tutta la società. Torna a lavorare con Jack Nicholson e Danny DeVito a cui si aggiungono Glenn Close, Annette Bening e Pierce Brosnan.


"Il mistero di Sleepy Hollow" (1999)



"Il mistero di Sleepy Hollow" (1999)
Un orrendo e misterioso cavaliere senza testa batte la plaga tagliando a sua volta la testa a tutti i suoi (ex) nemici. Depp indaga, trova l'amore e scopre la verità dopo una discesa in un vero e proprio inferno. Buon film di Tim Burton, forse non il migliore, con Jhonny Deep e Christina Ricci divenuta famosa giovanissima proprio con questo film.


"Big Fish" (2003)


"Big Fish" (2003)
Il film più solare, lontano anni luce da mostri o atmosfere inquietanti. La fantasia, il sogno, l'immaginazione, le storie che racconta il protagonista Edward Bloom (Ewan McGregor nella gioventù ed Albert Finney nella fase della vecchiaia) e che il figlio non sopporta sono un'inno contro il grigiore del quotidiano. Il film è stato realizzato dopo la morte del padre e quando lui stesso stava per diventarlo. Giustamente si indica come il punto della svolta del regista anche se tornerà ben presto alle sue vecchie storie.


"La sposa cadavere" (2005)

"La sposa cadavere" (2005)
Victor sposerà Victoria alla cieca, lui figlio di borghesi arricchiti, lei di nobili decaduti. Alle prove per il matrimonio Victor palesa tutta la sua goffaggine ma Victoria si innamora lo stesso di lui, ricambiata. Il giovane si rifugia nel bosco per esercitarsi con la formula di matrimonio, e preso dall'enfasi infila l'anello in un ramo che spunta dal terreno. Il ramo è in realtà il dito di Emily, la sposa cadavere, che reclama ora Victor come suo legittimo marito. A Victoria, intanto, i genitori hanno già trovato un nuovo sposo, il misterioso Lord Barkis. Immaginifico, tetro, gotico, personaggi vivi e morti-vivi. Disegni fantastici e personaggi colorati in un atmosfera tetra per una favola gotico-moderna. Tim Burton si conferma maestro di film di animazione.


"La fabbrica di cioccolato" (2005)


"La fabbrica di cioccolato" (2005)
Il grande classico "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato" di Gene Wilder reinterpretato da Tim Burton con le sue magnifiche doti visive. Jhonny Deep davvero in forma. Forse la pellicola è maggiormente patinata rispetto alle precedenti pellicole, rimane comunque la vena caustica di Burton in una sublime descrizione dei personaggi che vincono il biglietto d'oro per visitare la fabbrica di cioccolato. Musiche che ti intasano il cervello per giorni e giorni.


"Sweeney Todd" (2007)


"Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street" (2007)
Un musical dove le musiche non invadono il campo della storia ma la amplificano, la spiegano, sono integrate e non fanno distogliere gli occhi dallo schermo. Anche chi non ama i musical può amare questa pellicola di Tim Burton che si avvale dell'italiano Dante Ferretti per la scenografia di una Londra angusta, tetra, vittoriana. Una delle opere più rappresentative del regista con la sua scura fotografia, i suoi tetri luoghi, le ingiustizie umane degli adulti contrapposte all'innocenza dei giovani innamorati. I personaggi più crudeli sono resi ancora più volgari nella loro rappresentazione quasi fumettistica. Sweeney Todd (di nuovo Jhonny Deep) è un barbiere che si trasforma in un vendicatore dove al posto delle armi usa dei rasoi. Favola nera di un maestro del genere.


"Alice in Wonderland" (2010)


"Alice in Wonderland" (2010)
Non il Burton che conosciamo. Non è il solito Tim Burton, sembra frenato dalla committenza della Disney e ne esce fuori un film diverso da quelli a cui ci ha abituati il regista, forse edulcorato da esigenze della produzione. Alice fugge dal mondo reale dove si sente diversa per arrivare nel paese delle meraviglie dove, invece, parteggia per la Regina Bianca, stupida, bionda e impalpabile, contro quella Rossa, personaggio oscuro e anticonformista, brutta dalla testa troppo grande e odiata. Jhonny Deep non è a suo agio come negli altri film di Burton e si vede. Nonostante tutto però le intuizioni visive fantastiche di Tim Burton e gli scenari curatissimi ne fanno un film piacevole.

Dopo Dark Shadows, dove riprende una popolare serie tv horror degli anni '60 con il vampiro Barnabas Collins (intepretato da Johnny Depp) e le sue avventure imprevedibili e soprannaturali nella cittadina del Maine, e Frankenweenie, film da un suo corto animato per la Disney del 1984, nel 2014 è la volta di un biopic sulla vita della pittrice Margaret Keane, "Big Eyes", interpretata da Rachel Adams

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