Rassegna Stampa Tulpa: recensioni da stampa e web sull'horror a luci rosse di Federico Zampaglione

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Recensioni da stampa e web di "Tulpa": il secondo horror, dopo la buona prova di "Shadow" di Federico Zampaglione. Horror ad alto tasso erotico con la moglie Claudia Gerini. Di seguito la rassegna stampa...

"Tulpa - Perdizioni mortali" (Horror - Italia 2012) di Federico Zampaglione con Claudia Gerini, Michela Cescon, Michele Placido, Ivan Franek
Lisa Boeri è una manager ricca la cui vita è totalmente incentrata sulla carriera. Lisa è il simbolo del successo. Ma la totale dedizione al lavoro ne ha fatto una donna sola. Per sopperire a questo vuoto frequenta un sex-club, il Tulpa, luogo gestito da un misterioso guru tibetano dove i soci possono incontrarsi e dare sfogo ai propri istinti e alle proprie fantasie erotiche. Qui Lisa avrà degli incontri occasionali con diversi partner che in seguito saranno trovati brutalmente assassinati.


Federico Zampaglione è un musicista (Tiromancino) ma fa anche il regista di film di paura, e questo è il terzo, nell'ammirazione per Dario Argento. Il cinema di paura non si discute, si ama (o no). E, dal punto di vista del "no", ci si domanda come fa la combinazione sesso/paura a risultare tanto noiosa. 
Paolo D'agostini su La Repubblica

Zampaglione sembra voler lavorare su una certa approssimazione, scatenando la sua energia e fantasia sulle scene più cruente e difficili (…) Non siamo sicuri, per dirla tutta, che questa sfida sia stata vinta, eppure ci sembra giusto averci provato, come ci sembra giusto sottolineare la prova di Claudia Gerini che si è concessa alla visione conturbante del Zampaglione suo pigmalione. 
Dario Zonta su L'Unità 

Delirante giallo privo di senso oltre che di suspense, rifritto con le frattaglie dei film di Argento.
Massimo Bertarelli su Il Giornale

Se a Federico Zampaglione dai troppi colori, li vuole usare tutti. Cerca un horror tra il trash-splatter e l'erotico chic, magari pensando alla Troma, a Corman o ai nostri maestri rivalutati da Tarantino, ma il talento del musicista-cineasta sta nel craveniano Shadow – tra i migliori film degli ultimi anni -, in una poetica e in un'estetica dura, raffinata, essenziale. Non in questa pruriginosa carnevalata di sangue.
Boris Sollazzo su Cinematografo 


Tulpa è un film dalla trama esile e prevedibile, che accumula scene scollegate fra di loro nel tentativo di ritrarre un mondo complesso e caleidoscopico tentuo assieme dal fil rouge di una serie di assassinii che spiccano per brutalità ma non per particolare originalità.
Federico Gironi su ComingSoon.it

Federico Zampaglione ci propone una pellicola piena di violenza ed eleganza, dove sesso, morte, arrivismo e suggestioni buddiste si mescolano in un unico scenario e cambiano natura. Dove proprio il film non funziona, bisogna ammetterlo, è nella sceneggiatura. Mancano quasi del tutto i fondamentali della tradizione del Giallo. Non ci sono indizi, ne rimandi.

Le scene, legate l’una all’altra senza un nesso preciso, ne fanno un film insipido e pieno di violenza gratuita di cattivo gusto. La violenza mostrata dai grandi maestri dell’horror aveva sempre un perché, qui invece sembra che il regista abbia voluto semplicemente mostrare fiotti di sangue senza uno scopo ben preciso, forse in una visione distorta di quello che è il vero film “di genere”.
Alessandra Vaccarella su FermataSpettacolo.it

Uno spettacolo visionario che non si accontenta mai dell'ovvio e non cede al ricatto della massa, osando omicidi efferati di rara crudeltà, come il cinema italiano non vedeva da troppo tempo sugli schermi: in un'epoca in cui l'orrore tende a essere posizionato cautamente fuori campo, Zampaglione invade la messa in scena con un turbinio di sevizie che glorificano l'esigenza scopica del cinema e gratificano il senso di una sceneggiatura-canovaccio utilizzata a mo' di percorso a tappe di un gioco da tavola. 
Raffaele Maele su Cineclandestino.it


9 commenti:

  1. Ci sono belle recensioni sul Corriere della Sera fatta da porro, horror.it, Movieplayer, Horrormovie.it, In Genere cinema, nocturno ..come mai non vengono menzionate ? Francesca

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  2. Ne sono convinto Francesca, in realtà ce ne sono molte di più di quelle che hai elencato tu..sarebbe bello evidenziarle davvero tutte...ma penso che capirai non è possibile dar conto di tutto l'emisfero del web.

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  3. l'occhio che uccide22 giugno 2013 11:02

    Tulpa è un film brutto e mediocre. Ci contavo molto e invece non ha fatto altro che annoiarmi per un'ora e venti. Qualunque recensione positiva non può che essere una marchetta o l'opera di un completo ignorante.

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  5. Tulpa è uno schifo, senza se e senza ma, opera di un dilettante allo sbaraglio, che peraltro non si capisce come abbia potuto dirigere un bel film come Shadow. E' sempre lui?
    Dilettantesca quasi da rabbia la parte tecnica (addirittura il film è spesso fuori fuoco, roba da matti), sceneggiatura demenziale con finale comico, attori (tranne Placido che non so come sia finito in questa galera) pessimi, dialoghi noiosi e stanchi, soprattutto nelle parti diurne, le più terribili. Le scene con lo jogging della Gerini sono qualcosa di mai visto in quanto a bruttezza e squallore, ma anche quelle in ufficio sono da antologia del trash.
    Non so dove sta lo scandalo delle scene erotiche, decisamente meno hot che quelle di una qualsiasi puntata de I Tudor.
    E l'efferatezza? Ma per favore, tutto già visto e stravisto, con la tanto attesa scena della giostra che si consuma tediosamente in un indefinita oscurità malfotografata. Inverosimile.
    Lo sceneggiatore (che non è del mitico Sacchetti,sfilatosi in tempo, che firma solo il soggetto) poi dovrebbe spiegare il perchè di tutte quelle invenzioni sadiche, quando poi l'assassino si muove solo per una semplice gelosia.
    Insomma, al di là della mediocrità del fil, io credo che operazioni di questo "genere" siano oramai fini a se stesse, isolate in un mercato che non può più farle rinascere, in quanto è morta per sempre un'epoca di magie e sogni in celluloide.
    Sono tentativi di far rivivere un'età magica a chi è stato giovane negli anni 80, messi in atto da registi che non sono davvero tali, ma semplicemente adulti poco cresciuti.

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  6. Ragazzi a quanto pare Tulpa, come la vogliate vedere, divide davvero tanto...e questo può essere anche un bene per una pellicola...

    Zampaglione forse non lucido come in Shadow, gran bel film horror, ma deve andare avanti perchè in Italia l'horror praticamente non esiste se non di nicchia o fatto male...

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  7. Visto che ci sono volevo far notare al Primo Anonimo che ha scritto, a scanso di equivoci, che non mi so andato a cercare volutamente le recensioni negative scartando quelle positive.....Forse questa volta ho riportato meno fonti ma otto recensioni non sono poi pochissime per farsi un'idea e a quanto pare tutte o quasi non sono lusinghiere e me ne dispiace perchè contavo molto su Zampaglione avendo visto Shadow...

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  8. Ragazzi, guardate che è veramente una cosa inguardabile...ci sono delle scene completamente fuori fuoco, delle riprese a mano che neanche uno col parkinsons farebbe così male...e il mistero dietro il finale è roba da scary movie.
    Io ho amato Shadow e scrvo queste parole con rammarico, ma sembra davvero che si tratti di due registi diversi.

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  9. Il punto è questo, senza girarci troppo intorno:

    Quando venne realizzato Shadow, il produttore Massimo Ferreri, intelligentemente, affidò le riprese ad una troupe di operatori professionisti ! Mentre Zampaglione curava solo la regia scenica.

    In Tulpa invece, Federico, fin troppo preso dalle ali dell'entusiasmo, s'è messo a fare pure l'operatore di camera...e i risultati si vedono: shot sfocati, a volte traballanti, qualche controcampo sbagliato. Insomma, Zampaglione non s'è neppure posto il problema che per "riprendere" bisogna avere una certa cognizione di una grammatica e di professionalità - e lui ovviamente non le possiede.

    Quindi, a voler troppo peccare di orgoglio.. ci si rimette sempre.
    Il soggetto di Tulpa, non era affatto da disprezzare, tutt'altro.
    Il punto è che se fosse stato trasposto da persone più competenti e con piglio tecnico, avremmo davvero avuto un omaggio al giallo argentiano. Mentre invece, Tulpa... potrebbe essere solo avvicinato ai tanti cloni para-argentiani che visti una volta si dimenticano in tanta fretta. Peccato davvero.

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