Top 10 Film Italiani di sempre

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I 10 migliori film italiani di sempre in una selezione che comprende i più grandi autori italiani del nostro cinema. Naturalmente solo dieci posizioni sono inadeguate ad ospitare i migliori film ma pensiamo di avere racchiuso il cuore del nostro cinema che, nell'era contemporanea, ha sempre meno cuore.


OSSESSIONE (1943) di Luchino Visconti con Clara Calamai, Massimo Girotti, Juan De Landa
Molti considerano questo il primo film che introduce al neorealismo con scene molto carnali inusitate per la filmografia durante il ventennio fascista. Dal romanzo Il postino suona sempre due volte (1934) di James Cain: malmaritata a un uomo più vecchio di lei, una donna induce un giovane vagabondo di cui è diventata l'amante a uccidere il consorte in un incidente automobilistico truccato.

ROMA CITTA' APERTA (1945) di Roberto Rossellini con Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Maria Michi

Durante l'occupazione tedesca di Roma, l'ingegnere comunista Manfredi (Pagliero) che milita nella Resistenza prende contatti con un compagno tipografo. La Gestapo è sulle sue tracce, ma l'uomo trova rifugio presso l'abitazione di un sacerdote (Fabrizi) mentre l'operaio è arrestato e la sua donna (Magnani) viene uccisa da una raffica di mitra. La delazione di Marina (Michi), un'attricetta cocainomane che ha avuto in passato una relazione con Manfredi e che ora sta nel giro degli ufficiali tedeschi, consente loro di cattuare l'ingegnere e il prete. Il primo, benchè torturato a morte, non rivela i nomi dei compagni; il prete viene fucilato mentre riceve l'ultimo saluto da alcuni ragazzini della sua parrocchia.

LADRI DI BICICLETTE (1948) di Vittorio De Sica con Lamberto Maggiorani, Enzo Staiola
A un disoccupato, che ha trovato lavoro come attacchino di manifesti per il cinema, viene rubata la bicicletta e va col figlioletto alla ricerca del ladro attraverso la Roma del dopoguerra, incontrando solidarietà, indifferenza, aperta ostilità. Tratto dal romanzo omonimo di Luigi Bartolini (1945), è con Umberto D (1952) il risultato più alto del sodalizio De Sica-Zavattini e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con Roma, città aperta (1945) fu più conosciuto all'estero.


I SOLITI IGNOTI (1958) di Mario Monicelli con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò
Uno dei tanti capolavori della commedia all'italiana (quella di un tempo non quella misera e gretta di oggi). Con questa pelllicola Mario Monicelli inventa un genere (quello del furto pianificato in gruppo) e con la sua commedia consacra, insieme al neorealismo, il cinema italiano del dopoguerra. Il film ci restituisce gli umori e il ritratto di un'epoca dove la società di massa e il benessere economico mette in crisi i valori tradizionali.

IL SORPASSO (1962) di Dino Risi con Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant

Siamo da due anni negli anni '60, gli anni del boom e del benessere economico. Dino Risi dirige Gassman e Trintignant attraverso l'Italia di quegli anni in un road movie estivo e vacanziero senza nascondere, dietro la golardia e le risate, punte di critica a quel modello di società che, come sappiamo, metaforicamente alla fine del film va a finire fuori strada...

8 1/2 (1963) di Federico Fellini con Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale
Guido Anselmi, un affermato regista di quarantatré anni, sta elaborando il suo prossimo film. Egli si trova a trascorrere un periodo di riposo in una stazione di cure termali (il set reale fu ambientato in Lazio, e principalmente a Roma. Guido cerca in quella località di coniugare i propri problemi fisici (stanchezza cardiaca) con quelli della produzione del film, ancora allo stato di preparazione. Il più surreale, simbolico, creativo attraverso la crisi creativa del protagonista racconta la sua crisi.

UCCELLACCI E UCCELLINI (1966) di Pier Paolo Pasolini con Totò e Ninetto Davoli
Il film di Pasolini più amato dalla critica e rimasto nella memoria collettiva. Con questa pellicola sdogana Totò dall'etichetta di attore di categoria inferiore per i suoi film. Ninetto Davoli fa il duo debutto al cinema. La pellicola è surreale e visionaria. Un corvo nero (intellettuale di sinistra) disserta con Totò padre e Davoli figlio mentre camminano nelle campagne circostanti Roma. Siamo dopo la morte di Togliatti ed in un momento di confusione per la sinistra italiana. Il paesaggio è reale e surreale insieme e scopre una Roma sempre di più mangiata dal cemento all'orrizonte.


BLOW UP (1966) di Michelangelo Antonioni con David Hemmings e Vanessa Redgrave
Palma d'oro a Cannes ad Antonioni per il suo primo film in lingua inglese. Tratto da un racconto di Julio Cortazar scritto dal regista con Antonino Guerra. Un fotografo londinese di moda crede di scoprire, ingrandendo una foto scattata per caso, i segni di un delitto. Fin dove mostra il protagonista in azione, incanta e convince con leggerezza, limpidità e straordinaria organizzazione dello spazio. Poi, in cerca di una profondità metaforica e metafisica alla Borges, emergono i temi di fondo in forma interrogativa: che differenza c'è tra illusione e realtà? Se la vita è sogno dove sta la verità? Fin dove è significativa la dialettica tra libertà e necessità, tra natura e artificio?

NOVECENTO (1976) di Bernardo Bertolucci con Robert De Niro e Gerard Depardieu
In due atti l'affresco della storia italiana raccontati attraverso il rapporto tra due ragazzi di differenti classi sociali, con un cast internazionale che va da giovanissimi De Niro, Dèpardieu, Sandrelli e attori all'apice del successo come Burt Lancaster e Donald Sutherland. Proprio le lotte contadine e la Grande Guerra dapprima, e il fascismo con la lotta partigiana per la Liberazione poi, sono al centro dei fatti che si susseguono, con al centro, e per filo conduttore, la vita dei due nemici-amici, impersonati in età adulta da Gérard Depardieu (Olmo) e da Robert De Niro (Alfredo).

UNA GIORNATA PARTICOLARE (1977) di Ettore Scola con Marcello Mastroianni e Sofia Loren
Magnifico film di Scola con Marcello Mastroianni che, nel periodo d'oro del fascismo e all'apice della popolarità di Benito Mussolini, è un giornalista gay che lavora in radio. Il film è tutto concentrato in una sola giornata, la giornata di Hitler a Roma per suggellare l'amicizia con il Duce, e tutto ambientato in un caseggiato popolare deserto dove sono rimaste a casa solo le donne e risuona la voce del Duce alla radio e dagli altoparlanti. In questo caseggiato rimane a casa anche Marcello Mastroianni e in quella giornata si confonterà e stringerà amicizia con una donna modesta e sottomessa, interpretata da Sofia Loren, che non conosce altro che la famiglia e i dogmi del fascismo.

1 commento:

  1. grandissimo 8 1/2, però il mio cuore sceglierebbe la dolce vita

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